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Mente in trappola

TANTI DISAGI PSICOLOGICI SONO CAUSATI DA SABOTAGGI CHE INNESCHIAMO DA SOLI. CON GIORGIO NARDONE CAPIAMO COME RICONOSCERLI E COMBATTERLI, PER STARE MEGLIO

Si è sconfitti solo quando ci si arrende" scrive Li Pin: posso perdere, ma non devo lasciarmi sconfiggere da me stesso. Se non ottengo ciò che voglio, devo trovare altri modi per raggiungere lo scopo; in caso contrario, coltivo la mia incapacità. La frustrazione che deriva da un fallimento, tuttavia, non sarà devastante come un'impresa cui abbiamo rinunciato.

Giorgio Nardone è uno psicologo e psicoterapeuta con 25 anni di lavoro alle spalle e migliaia di casi di successo. Ha fondato, assieme a Paul Watzlawick, il Centro di terapia strategica di Arezzo, e tra i suoi ultimi libri c'è Psicotrappole, ovvero le sofferenze che ci costruiamo da soli: imparare a riconoscerle e a combatterle, edito da Ponte alle Grazie.

Dice Nardone: Esistono tanti disagi psicologici quanti se ne possono inventare.


Si va dalle patologie più gravi a piccoli "sabotaggi" che mettiamo in atto ogni giorno: tentazione di controllare ogni cosa, ansia, difficoltà nelle relazioni, tendenza a sopravvalutare o a sottovalutare, il rimandare, la rinuncia. Quante volte, da venditori, li sperimentiamo?

La logica e il raziocinio di cui siamo dotati non ci vengono sempre in aiuto:

Un’altra delle caratteristiche umane che ci rende inclini alla costruzione delle psicotrappole è il funzionamento fisiologico della mente, che nei suoi processi psicofisiologici risponde all’esigenza di ogni sistema vivente di ridurre il dispendio di energia. Per questo motivo tende a lavorare per schematizzazioni e associazioni funzionali. Ciò vuol dire che la nostra mente elabora i processi che ci hanno permesso di risolvere alcuni problemi e tende a trasformarli in schemi replicabili di fronte a situazioni simili.

In termini più concreti, si tende ad applicare la soluzione che ha funzionato per un determinato problema a tutti i problemi simili. Questo processo, definito generalizzazione, rappresenta una trappola mentale micidiale, che spesso reiteriamo con insistenza. Infatti una situazione può essere generalizzata, come ci insegna la logica, solo per la stessa classe di problemi per cui è stata formulata e applicata con successo, ovvero quando ci troviamo di fronte a un isomorfismo vero e proprio; al contrario, la somiglianza con altre situazioni ci induce alla percezione ingannevole che si tratti di circostanze uguali o, in ogni caso, che quanto ha funzionato per un problema simile funzionerà almeno in parte.


La soluzione sta nella capacità di disinnescare queste trappole come si farebbe con una bomba, e di uscire dal meccanismo deviante del malessere. Dal problema alla soluzione.


Ognuna di queste sofferenze ha una sua via d’uscita. Infatti, così come siamo bravi a costruire le nostre «psicotrappole», altrettanto possiamo esserlo a realizzare le nostre «psicosoluzioni». Oltre venticinque anni di attività terapeutica e circa ventimila casi trattati con successo mi hanno portato alla convinzione che gli esseri umani, nella loro capacità di crearsi difficoltà o vere e proprie patologie, vadano ben oltre la fantasia più fervida ma, al tempo stesso, sono in grado di effettuare cambiamenti tanto imprevisti quanto straordinari. In altri termini, la loro disastrosa attitudine a complicarsi la vita corrisponde alla meravigliosa capacità di trasformare i limiti in risorse e i problemi in soluzioni.

Giorgio Nardone approfondirà questi argomenti nel seminario "Psicotrappole" il 17 aprile a Bologna con Performance Strategies. Unica data italiana del 2015. Per avere maggiori info: http://www.performancestrategies.it/psicotrappole-giorgio-nardone/